“Cura Italia”, le novità fiscali introdotte

Il decreto “Cura Italia” del 17 marzo scorso, nato per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, contiene misure fiscali non ordinarie, al fine di sostenere la liquidità delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori che stanno vivendo una situazione di profonda crisi.

Il pacchetto fiscale, contenuto nel decreto legge, è molto complesso ed articolato e sicuramente la parte principale riguarda la proroga delle scadenze tributarie. L’Amministrazione finanziaria ha individuato da subito i settori maggiormente colpiti, come ad esempio: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse, facendo scattare per essi, senza limiti di fatturato, la sospensione dei versamenti IVA e contributivi, dovuti per il mese di marzo. La ripresa dei versamenti, senza sanzioni ed interessi, avverrà entro il 31 maggio in un’unica soluzione oppure in 5 rate mensili.

Per i lavoratori autonomi, l’ articolo 62 comma 7 prevede la disapplicazione della ritenuta d’acconto sulle fatture emesse per i mesi di marzo ed aprile. In questo caso, per usufruire del beneficio, è previsto un limite di fatturato inferiore ai 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente.

Gli articoli 67 e 68 prevedono la sospensione fino al 31 maggio di ogni attività di controllo, accertamento, liquidazione e riscossione da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre sono sospese, fino al suddetto termine, le attività di notifica di nuovi atti e le azioni di riscossione per il recupero anche coattivo delle cartelle esattoriali. Slittano a fine maggio le rate di febbraio e marzo per chi ha aderito, in precedenza, ai programmi di  “rottamazione” e al “saldo e stralcio” .

Per quanto riguarda gli incentivi economici, è previsto un bonus di 100 euro, da erogare in busta paga, per i lavoratori dipendenti, che nel mese di marzo hanno svolto la propria prestazione presso la sede di lavoro prevista da contratto.

Il decreto prevede inoltre due importanti crediti d’imposta per le imprese, da utilizzare in compensazione con altri carichi fiscali, che riguardano sia gli affitti dei locali commerciali (60% del canone), sia la possibilità di effettuare spese di sanificazione e messa in sicurezza dei locali (50% delle spese fino ad un massimo di 20.000 euro).

Una particolare attenzione è stata rivolta alle associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, per le quali sono stati sospesi i canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi dello Stato e degli enti territoriali .

Sulle donazioni e le erogazioni liberali sia in denaro che in natura (immobili o macchinari), a favore di Stato e Regioni, è stata introdotta una detrazione del 30% dall’imposta lorda fino ad un massimo di 30.000 euro. Se le erogazioni sono effettuate da imprese, la detrazione verrà sostituita da una deduzione totale delle spese dal reddito fiscale.

Le nuove misure fiscali costituiranno una prima risposta al dilagarsi della crisi economica a seguito dell’emergenza sanitaria ma dovranno essere accompagnate da interventi finanziari ben più estesi e consistenti, per consentire al Paese di ripartire al più presto.

Antonio Genovese

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