La riduzione del cuneo fiscale come base della nuova riforma Irpef

Dal 1° luglio 2020 sono diventate operative le norme previste nel decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3 convertito in legge nell’aprile 2020, che introducono misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente, ovvero il tanto atteso “taglio del cuneo fiscale”, applicato sulla differenza tra il costo del lavoro del dipendente sostenuto dal datore di lavoro e quanto ricevuto al netto dal medesimo lavoratore.

La legge di bilancio per il 2020 aveva stanziato ben 3 miliardi di euro per l’anno in corso, per attuare la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori subordinati, ed estendere la platea degli attuali percettori del “bonus Irpef” meglio conosciuto come bonus “Renzi”.

Infatti le nuove misure comportano una riduzione delle imposte, di cui beneficiano circa 16 milioni di lavoratori dipendenti, ovvero 11,7 milioni di lavoratori, già beneficiari del “bonus Renzi” (che passa da 80 a 100 euro mensili), più altri 4,2 milioni di lavoratori con redditi superiori a 26.600 euro, i quali fino ad oggi risultavano estromessi dall’erogazione del suddetto bonus.

L’operazione della riduzione del cuneo fiscale è stata concepita attraverso due sistemi: l’integrazione al bonus Irpef, che per i redditi fino a 26.600 euro, si innalza a 100 euro mensili, e un nuovo meccanismo di detrazione fiscale, che varia a seconda del reddito da lavoro dipendente percepito, fino al limite dei 40.000 euro.

Nello specifico per coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, l’incremento sarà di 100 euro al mese in busta paga, mentre per i redditi superiori ai 28.000 sarà applicata una detrazione fiscale che decresce, fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000, annullandosi al limite dei 40.000.

Restano esclusi dalle nuove misure fiscali i soggetti cosi detti “incapienti”, ovvero tutti quei lavoratori collocati nella “no tax area”, che non arrivano al limite reddituale al di sopra del quale il Fisco applica la tassazione, attualmente fissato a 8.145 euro.

Il sostituto d’imposta provvederà ad anticipare il credito Irpef in busta paga così come la detrazione, mentre la verifica sull’effettiva spettanza del bonus sarà effettuato in sede di conguaglio fiscale. In caso di superamento dei limiti di reddito fissati, l’importo sarà oggetto di recupero secondo il meccanismo della restituzione del bonus, che riprende lo schema già fissato per il “bonus Renzi”. Il datore di lavoro tratterrà dallo stipendio l’importo non spettante, nel caso di superamento in tutto o in parte del limite di reddito.

La riduzione del cuneo fiscale, cavallo di battaglia dell’attuale governo, verrà attuata in via del tutto sperimentale fino al 31 dicembre 2020. Essa sarà rimodulata nel 2021, al fine di conciliarla con la più estesa riforma Irpef prevista dal prossimo anno, come annunciato proprio in questi giorni dal ministro dell’Economia Gualtieri.

Antonio Genovese

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