Ristori e Ristori bis al microscopio

Il DPCM del 28 ottobre scorso ha varato le nuove misure per fronteggiare la diffusione del COVID-19, che hanno portato alla reintroduzione delle zone rosse in alcune Regioni, e alla chiusura di numerose attività commerciali come ad esempio bar, pasticcerie, ristoranti e palestre.

Al fine di garantire un immediato sostegno alle attività maggiormente penalizzate, il governo si è attivato con l’emanazione in successione di due decreti legge, Ristori e Ristori bis, che avranno l’arduo compito di ridurre le disuguaglianze provocate dalla crisi economica, che va di pari passo a quella sanitaria.

Il decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020, il cosiddetto Ristori, come principale misura di sostegno economico per le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni, ha previsto un contributo a fondo perduto sulla base di quello già erogato nel mese di giugno. A differenza del precedente, però, l’attuale ristoro spetterà a tutte le aziende interessate dalle chiusure senza alcun vincolo di fatturato, pertanto rientreranno anche le attività che non hanno registrato consistenti cali degli introiti e quelle con oltre 5 milioni di fatturato l’anno.

Il rimborso, erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente del beneficiario, varierà dal 100% al 400% di quanto previsto in precedenza, in funzione dell’attività esercitata, fino ad un importo massimo di 150.000 euro.

Un’ulteriore misura, che va ad abbattere una tra le voci di costo più ingenti per le imprese, riguarda l’estensione del credito d’imposta al 60% per l’affitto degli immobili commerciali per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, che può essere ceduto direttamente al locatore.

Per gli imprenditori, che sono proprietari dell’immobile dove esercitano l’attività commerciale, è stata invece prevista la cancellazione della seconda rata IMU in scadenza a dicembre.

Sospesi inoltre i versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi di novembre, per i dipendenti delle aziende dei settori economici interessati dal nuovo lockdown e per le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Lo sport e il turismo sono ovviamente tra i settori più colpiti, per questo il governo ha deciso di stanziare appositi fondi assistenziali per il 2020, pari, rispettivamente, a 50 milioni per le associazioni sportive dilettantistiche e a 100 milioni per alberghi e tour operator. Viene inoltre garantita un’indennità economica per i lavoratori di entrambi i settori (800 euro per i collaboratori sportivi e 1.000 euro per gli stagionali del turismo).

L’indennità 1.000 euro è garantita anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, per via della chiusura di teatri, cinema e concerti.

Le misure a sostegno dell’occupazione riguardano l’ulteriore proroga di sei settimane per la Cassa integrazione con causale Covid ed il divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo. Entrambe le misure sono valide fino al 31 gennaio del prossimo anno.

Il successivo Decreto Ristori bis del 6 novembre scorso, grazie allo stanziamento di nuove risorse (circa 2 miliardi) ha consentito di ampliare la platea delle attività beneficiarie del contributo a fondo perduto e delle altre misure di sostegno, con l’introduzione di nuovi codici ATECO. Esso ha inoltre previsto la proroga dei versamenti IRES e IRAP al 30 aprile 2021.

Secondo le prime stime elaborate dall’Agenzia delle Entrate, i nuovi decreti hanno già permesso l’erogazione di ben 964 milioni di euro a beneficio di oltre 200.000 imprese attive sul territorio nazionale.

Antonio Genovese

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