Decreto Sostegni, le novità di aprile

Anche il governo Draghi, alle prese con la terza ondata dell’epidemia da Covid-19, prova ad arginare la crisi economica con una serie di misure a sostegno dei settori più colpiti, con uno stanziamento di 32 miliardi.

Le nuove misure sono contenute nel Decreto Legge n. 41 del 22 marzo (Decreto Sostegni) e prevedono cinque macro aree di intervento: imprese e partite Iva, lavoro, salute e sicurezza, enti territoriali, trasporti e scuola.

Obiettivo principale è quello di fornire liquidità il più velocemente possibile: è previsto infatti che gli indennizzi siano già operativi a partire da domani, giovedì 8 aprile.

L’articolo 1 del decreto reintroduce il meccanismo del contributo a fondo perduto, con alcune sostanziali novità, come l’eliminazione dei codici Ateco, in modo tale da ampliare la platea dei beneficiari. Il contributo è destinato ad imprese, lavoratori autonomi anche del settore agrario, con partita Iva attiva al 23 marzo, che abbiano conseguito nel 2019 ricavi e compensi inferiori a 10 milioni di euro. Un ulteriore requisito per accedere all’indennizzo riguarda l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020. Essa deve essere inferiore almeno del 30% rispetto a quella relativa al 2019.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale (tra il 60% e il 20% alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019, con un limite massimo di 150.000 euro). Sono previsti comunque degli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le persone giuridiche. Inoltre, a differenza delle precedenti versioni, il contributo può essere riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate anche sotto forma di credito d’imposta.

Per gli operatori economici sono previste anche sostanziali riduzioni della bolletta elettrica e una riduzione del 30% del canone Rai per bar e ristoranti.

La misura più attesa del nuovo decreto è sicuramente quella relativa alla pace fiscale, ovvero l’annullamento automatico di tutte le cartelle esattoriali di importo residuo non superiore ai 5.000 euro, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Questa misura, che da una parte va ad alleggerire la situazione debitoria di molti contribuenti, dall’altra, stando alle parole del premier Draghi, costituirà il primo passo di una, quanto mai necessaria riforma del meccanismo di riscossione, per evitare che in futuro continuino ad accumularsi milioni di cartelle per crediti fiscali dello Stato che non possono essere incassati.

Sul fronte del lavoro, visto il prolungarsi della crisi legata alla pandemia, è stata prevista la proroga della cassa integrazione per 13 settimane tra il primo aprile ed il 30 giugno ( 28 settimane e il termine del 31 dicembre per la cassa integrazione in deroga), e la conferma del blocco dei licenziamenti fino a giugno (ottobre per le imprese che beneficiano della cassa integrazione in deroga).

Prorogato anche il reddito di emergenza per ulteriori tre mensilità, mentre il reddito di cittadinanza viene rifinanziato con uno stanziamento di un miliardo.

Circa 2,5 miliardi saranno destinati invece agli enti locali, in particolare i comuni turistici che non hanno potuto beneficiare della tassa di soggiorno e i comuni montani con comprensori sciistici, fortemente penalizzati dalle chiusure dei mesi scorsi.

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