A Roma gli Europei di Nuoto 2022: un’occasione per tornare Capitale

La 36esima edizione della manifestazione si svolgerà a Roma dall’11 al 21 agosto 2022, con la partecipazione di 1.500 atleti rappresentanti 52 nazioni. Un’occasione per la città di cominciare a riprendersi il suo ruolo centrale a livello nazionale e di intervenire su territorio ed impianti sportivi.

A tre anni dal dibattuto “no” alle Olimpiadi 2024, il sindaco di Roma Virginia Raggi esulta per la decisione della Ligue Europeenne de Nation di assegnare gli Europei di nuoto alla capitale d’Italia. Ad appoggiare la candidatura nata nella primavera del 2008, oltre al sindaco, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed il ministro dello Sport pentastellato Vincenzo Spadafora, concordi nel voler organizzare un evento che resti nella memoria dei cittadini.

L’Italia tornerà quindi ad ospitare una manifestazione internazionale delle discipline acquatiche 13 anni dopo i mondiali di nuoto del 2009, che per poco non saltarono in seguito agli scandali riguardanti la costruzione degli impianti sportivi. Manifestazione che, stando ai numeri degli Europei di Glasgow 2018, dovrebbe coinvolgere circa 1.500 atleti, con una copertura mediatica garantita da 800 operatori del settore, 100mila spettatori in tribuna ed un pubblico, tra televisioni e web, stimato in ben 200 milioni di persone.

Se da una parte, legittimamente, la classe dirigente esulta per il risultato ottenuto, dall’altra c’è una città che deve ancora rimarginare le ferite del mondiale del 2009. Su tutte le “Vele di Calatrava”, avveniristica struttura in acciaio dal costo di 256 milioni di euro (a fronte dei 60 previsti inizialmente), realizzata sui terreni dell’Università Tor Vergata, che domina il paesaggio desolato della periferie Est di Roma. Oltre alle Vele, il Salaria Sport Village e le piscine del Valco San Paolo, costate 12 milioni, ma mai entrate in funzione.

Questa volta, il progetto low cost dell’amministrazione (circa 20 milioni), punta a sfruttare l’esistente (di fatto le stesse strutture che salvarono in extremis la manifestazione del 2009). Le gare di nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato verranno svolte infatti nello storico impianto del Foro Italico, oggetto in questi mesi di un concorso internazionale di progettazione per riqualificarlo, mentre le gare di nuoto di fondo si svolgeranno nel mare di Roma ad Ostia.

Molto interessante dal punto di vista scenografico  l’idea di realizzare nel parco di Castel Sant’Angelo un trampolino con una piscina temporanea per i tuffi dalle grandi altezze, che entreranno per la prima volta nel programma degli Europei.

Se per motivi di costi è di fatto impossibile intervenire sulle Vele di Calatrava, una grande sfida per mettere la parola fine ad una stagione di scandali e opere incompiute,potrebbe essere quella di terminare il già citato impianto di Valco San Paolo, il cui tetto si inarcò rovinosamente pochi giorni prima del collaudo, in seguito ad errori nella progettazione e nella realizzazione. L’assessore allo Sport del Comune di Roma, Daniele Frongia, ha già dichiarato a Il Fatto Quotidiano di essersi confrontato con il governo sul tema, definendo l’impianto come «una piscina di grandissimi livello, non solo per gli Europei di nuoto ma in generale per restituire un grande impianto alla città».

Dopo il “no” alle Olimpiadi, Roma si appresta dunque ad ospitare una manifestazione sportiva internazionale, avendo l’occasione di riguadagnarsi quel ruolo di Capitale che ormai sembra essere legittimato solamente da un passato senza futuro.

In attesa del 2022, che vedrà la città ospitare anche la Ryder Cup (uno dei massimi eventi golfistici mondiali), prove ufficiali di grande evento ci saranno già nel 2020, con lo stadio Olimpico che ospiterà 4 gare, tra cui quella inaugurale, dell’Europeo di calcio.

Edoardo Castracane

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