Al via la XX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

È giunta alla XX edizione l’iniziativa organizzata dai tre dicasteri degli Esteri, dei Beni Culturali e della Pubblica Istruzione, a cui si affiancano gli Istituti Italiani di Cultura, l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, la Rai e l’Ambasciata elvetica. L’iniziativa, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, quest’anno si svolgerà dal 19 al 25 ottobre, ed avrà come tema “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”.

Ogni anno, infatti, la Settimana della lingua italiana vede sviluppato un tema specifico, con l’idioma di Dante quale comun denominatore della kermesse. La prima edizione si svolse nell’ottobre 2001, affermandosi subito come una preziosa vetrina per la cultura del nostro Paese. L’edizione 2019 aveva visto svolgersi circa 900 iniziative in più di 100 Stati (“L’italiano sul palcoscenico” il tema sviluppato quell’anno, con l’arte teatrale al centro delle celebrazioni).

Quando si parla della lingua italiana nel mondo spesso viene riportato un dato altisonante, diventato oggetto di un’ampia controversia tra gli esperti, che la collocherebbe quale la quarta più studiata al mondo. A prescindere dalla sua correttezza o meno, è indubitabile come l’italiano rappresenti tuttora un forte elemento di soft power per Roma, ancor più importante se comparato con la grave perdita d’influenza internazionale che caratterizza l’Italia degli ultimi decenni.

La necessità di preservare l’attrattività della nostra cultura non deve però farci chiudere gli occhi sulla progressiva marginalizzazione della nostra lingua, che un tempo rappresentava poco meno di una koiné mediterranea. Come ci ricordano le parole di Lord Byron, riportate all’inizio di un interessante articolo pubblicato da Pietro Figuera su Limes 9/20, ancora nella prima metà dell’Ottocento un certo grado di conoscenza della nostra lingua era quasi indispensabile per operare nel Mediterraneo. Estremamente significativo in tal senso che, nel redigere il trattato di pace tra Russia ed Impero Ottomano del 1774 (Küçük Kaynarca), venisse scelto proprio l’italiano, con il testo tradotto poi in russo e turco.

La costituzione dell’Italia in Stato-nazione ed i cambiamenti demografici nel bacino mediterraneo comportarono nella storia recente una progressiva e drastica riduzione dell’influenza linguistica dell’italiano, il quale, tuttavia, rappresenta ancora un importante strumento per superare l’introversione cronica che caratterizza i nostri orizzonti attuali. La speranza è che questa lodevole e longeva iniziativa possa operare in tale direzione.

Oggi alle ore 10.30 si svolgerà alla Farnesina l’inaugurazione della XX edizione, che verrà aperta dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ed a cui interverranno il Viceministro Marina Sereni, il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese Lorenzo Angeloni, il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi, il Direttore Generale dell’Istituto Treccani Massimo Bray ed il Capo Ufficio Stampa del MIBACT Mattia Morandi. Un’attenzione particolare verrà riservata alle modalità d’insegnamento linguistico all’estero e all’editoria di fronte alla crisi pandemica (sostenute anche dal portale newitalianbooks.it). L’auspicio è che, nonostante una possibile seconda ondata di Covid-19, si gettino le basi per puntellare la presenza italiana nel mondo, oggi più che mai necessaria per non essere condannati alla perpetua irrilevanza internazionale.

Marco Valerio Solia

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