Brics, si rafforza l’intesa tra Brasile e Cina

Tra il 13 e il 14 novembre si è svolto a Brasilia l’undicesimo vertice dei BRICS, che ha delineato una vicinanza inaspettata tra il governo guidato da Jair Bolsonaro e la Repubblica Popolare Cinese. Dall’economia all’ambiente, passando per le nuove tecnologie, numerosi sono stati i temi trattati nel summit, che ha smussato le distanze paventate da molti analisti in seguito all’elezione nel 2018 del “Trump brasiliano”.

«La Cina – ha affermato il presidente verde-oro – sta diventando sempre di più parte del futuro del Brasile […] Le economie di Brasile e Cina sono altamente complementari e le aree di cooperazione continuano ad espandersi».

Parole a cui hanno fatto da contraltare le dichiarazioni di Xi Jinping: «La Cina è ottimista sulle prospettive di sviluppo del Brasile ed è pienamente fiduciosa nella cooperazione bilaterale. Pechino è pronta a condividere esperienze di sviluppo e guadagni con Brasilia, in modo da raggiungere una prosperità comune».

Nel 2019 il volume degli scambi bilaterali è infatti cresciuto di 3,6 volte rispetto all’anno precedente, vedendo numerosi investimenti cinesi nei settori delle comunicazioni, delle nuove tecnologie, dell’estrazione di materie prime, della produzione di energia e della protezione della foresta amazzonica.

Il vertice di Brasilia, insieme alla visita di Bolsonaro in Cina dell’ottobre 2019, ha dimostrato come la cooperazione sino-brasiliana goda di ottima salute. Pechino è da oltre un decennio il primo investitore straniero, rappresentando inoltre il più grande mercato di esportazione delle merci brasiliane. A partire dal 2018, il valore degli scambi commerciali tra i due Paesi ha superato i 100 miliardi di dollari.

Il settore alimentare gioca un ruolo di non secondaria importanza. Tra il gennaio e l’ottobre di quest’anno il Dragone asiatico ha importato dal Brasile 183.100 tonnellate di carne di maiale, registrando un aumento del 40% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 430 milioni di dollari. Nello stesso periodo ha acquistato 444.700 tonnellate di pollo allevato nel Paese sudamericano: un aumento del 22% rispetto al 2018, con un fatturato di 931 milioni di dollari. Il volume delle esportazioni brasiliane di carne bovina (sempre per quanto concerne la Cina) è stato di 319.000 tonnellate, raggiungendo i 1,6 miliardi di dollari e crescendo su base annua del 23%.

Il Sinopec, gruppo petrolifero controllato per il 75% dallo Stato cinese, è in procinto di acquisire dalla brasiliana Petrobas un blocco di raffinerie recanti in dote una capacità produttiva di 961.000 barili di petrolio al giorno, il 40% della capacità di raffinazione totale del Brasile. Per ora lo stato delle trattative resta riservato, si avranno notizie di un eventuale accordo soltanto nel 2020.

A São Luis, sulla costa settentrionale brasiliana, un’imponente infrastruttura portuale è in fase di costruzione. Si tratta di un investimento di quasi 500 milioni di dollari, realizzato da un consorzio di investitori guidato dalla China Communications Construction Company. Secondo il progetto il porto sarà operativo fra tre anni ed avrà un ponte di attracco che si estenderà nel mare per un chilometro. Tale scalo rappresenterà uno snodo strategico da cui si potrà raggiungere rapidamente l’Oceano Pacifico, e quindi la Cina, attraversando il Canale di Panama.

L’ultimo accordo firmato da Cina e Brasile riguarda la costruzione di una miniera nel Sud-Est brasiliano, un affare del valore di 2,2 miliardi di dollari. Insieme alla struttura mineraria verrà realizzata una diga, che coprirà uno spazio di 845 milioni di metri quadrati.

Gli accordi e le dichiarazioni testimoniano dunque l’interesse di Pechino per il subcontinente, confermate dalle parole di Xi Jinping prima dell’apertura dei
lavori del vertice BRICS, quando il presidente cinese ha dichiarato di voler «promuovere un rapporto di fiducia reciproca, […] di sviluppo comune, insieme a tutta l’America Latina e i Caraibi». Il leader della RPC ha poi aggiunto che «il Brasile è la piattaforma per l’espansione dei collegamenti tra BRICS e l’intera regione dell’America Latina», a dimostrazione dei rapporti sempre più solidi tra i due Paesi.

Valerio Ferri

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